lunedì 14 marzo 2011

INVALSI? No, grazie!

La valutazione dell’insegnamento non può avvenire secondo parametri oggettivi. Essa dovrebbe misurare un rapporto qualitativo, l’effetto di apprendimento prodotto dall’azione del docente sugli studenti. La multi-fattorialità del rapporto, cui si aggiunge il carattere precipuo dei due poli della relazione, che sono entrambi soggetti, impedisce una valutazione univoca del processo di insegnamento-apprendimento. Il suo risultato dipende dall’azione concomitante di fattori indipendenti, non sempre misurabili, il cui imprevedibile intreccio è a sua volta difficilmente misurabile. Preparazione, competenza, abilità, impegno del docente sono solo alcuni di quei fattori, cui si aggiungono: capacità cognitive dell’alunno, disponibilità al dialogo educativo, livello culturale della famiglia di provenienza, valore attribuito alla scuola nell’ambito familiare, impegno nello studio, feeling con l’insegnante, ecc. Non è possibile scorporare l’effetto di ogni singolo fattore, analizzarne ciascuno e valutarlo separatamente dagli altri.
Inoltre, la scuola è un organismo complesso, che interagisce in modo strutturato con il resto della società che la ha prodotta, al cui interno esistono e devono essere fatte affiorare prassi di analisi e di covalutazione già attive: ogni scuola, in quanto organismo sociale articolato, produce e attiva processi di autoregolazione, che devono essere resi visibili ed eventualmente modificati in relazione a contesti e a prassi di insegnamento reali.
Ammesso che una valutazione dell’insegnamento sia in generale possibile, sorgono dunque due problemi: chi valuta e in base a quali criteri? Il problema del valutatore riguarda la sua imparzialità e obiettività. Egli non potrà essere, quindi, né un docente, né uno studente, né un genitore, né un dirigente scolastico, né un insieme di tutti questi soggetti. Ma se fosse un ente esterno, quale titolo potrebbe vantare per valutare il risultato di una relazione didattico-educativa? Più in generale, è possibile che un soggetto valuti oggettivamente il lavoro di un altro soggetto, quando esso non è immediatamente traducibile in un dato numero di merci, di pezzi? Il problema del valutatore si tramuta quindi nel problema dei criteri della valutazione. Qui si tratterebbe di scegliere criteri di valutazione oggettivi per assicurare l’obiettività della valutazione, indipendentemente da chi la effettui. Così si giunge alla questione cardine della docimologia: la definizione di prove di valutazione oggettive. La scuola italiana, negli ultimi dieci anni, si è lanciata alla folle rincorsa della misurabilità obiettiva degli apprendimenti, che si è tradotta nella proliferazione delle prove strutturate, che trovano nei test INVALSI l’esempio più celebre. La diffusione di questi strumenti di valutazione, tuttavia, non è un argomento a sostegno della loro validità. Comunque negli USA, dove furono originariamente introdotti, sono stati successivamente abbandonati, e la loro validità è contestata da psicologi e pedagogisti dei più diversi indirizzi teorici. In generale, non è provato che si possa misurare, ovvero tradurre quantitativamente, un’attività qualitativa, sfuggente e indefinibile come l’insegnamento.

La somministrazione delle prove INVALSI avrà quasi certamente da quest'anno una funzione nuova: la misurazione del merito. I risultati dei test potrebbero infatti essere utilizzati per l'applicazione della Legge Brunetta, come strumento di valutazione della performance individuale di ciascun docente, sulla cui base assegnare i premi di produttività. Ecco perché rifiutarsi di svolgere le prove INVALSI, che tra l'altro non sono rese obbigatorie da alcuna normativa - poiché la Nota MIUR del 30/12/2010, non essendo fonte di diritto, non può modificare le norme regolanti le competenze del Collegio Docenti in materia di funzionamento didattico - e il cui espletamento non figura tra gli obblighi previsti dal CCNL, potrebbe rivelarsi un prezioso strumento di lotta contro il progetto di divisione e gerarchizzazione dei docenti della scuola pubblica.
Ricordiamo ancora una volta, anche in questa occasione, quanto previsto dalla Legge Brunetta:
  • Il 25% del personale è collocato nella fascia di merito alta, a cui corrisponde l’attribuzione del 50% delle risorse destinate al salario accessorio collegato alla performance individuale;
  • il 50% è collocato nella fascia di merito intermedia, alla quale corrisponde l’attribuzione del 50% delle risorse destinate al trattamento accessorio collegato alla performance individuale;
  • il restante 25% è collocato nella fascia di merito bassa, alla quale non corrisponde l’attribuzione di alcun trattamento accessorio collegato alla performance individuale.
Pubblichiamo e invitiamo a scaricare, diffondere e utilizzare nei C.D. un modello di rifiuto di adesione alle prove Invalsi, tratto dal sito dei Cobas scuola.

PROPOSTA DI MOZIONE

Il Collegio docenti del ........................................... riunito il giorno ...............................

CONSIDERATO CHE
- non esiste alcuna norma che preveda l’obbligatorietà della somministrazione delle prove INVALSI nelle scuole italiane;
- la Nota Miur 30 dicembre 2010 ( “la valutazione riguarderà obbligatoriamente tutti gli studenti delle predette classi delle istituzioni scolastiche, statali e paritarie") non è fonte di diritto e non può quindi in alcun modo modificare le norme che regolano le competenze del Collegio docenti;
- l’art. 7 c. 2 del Testo unico sulla scuola conferisce “competenza generale” al Collegio docenti in campo didattico; in particolare il collegio ha “potere deliberante in materia di funzionamento didattico del circolo o dell'istituto”, che “esercita … nel rispetto della libertà di insegnamento garantita a ciascun docente” (lett. a); “ valuta periodicamente l'andamento complessivo dell'azione didattica per verificarne l'efficacia in rapporto agli orientamenti e agli obiettivi programmati, proponendo, ove necessario, opportune misure per il miglioramento dell'attività scolastica" (lett.d);
- l’art. 4 c. 4 del DPR n. 275/99 (regolamento sull’autonomia) prevede che “nell'esercizio della autonomia didattica le istituzioni scolastiche... individuano inoltre le modalità e i criteri di valutazione degli alunni nel rispetto della normativa nazionale ed i criteri per la valutazione periodica dei risultati conseguiti dalle istituzioni scolastiche rispetto agli obiettivi prefissati”;
- la sentenza della Cassazione n. 23031 del 2 novembre 2007 ha sancito, in modo definitivo, che una circolare ha natura di atto meramente interno della pubblica amministrazione, che esprime esclusivamente un parere e non vincola addirittura la stessa autorità che l'ha emanata; ribadisce che ogni circolare per la sua natura e per il suo contenuto (di mera interpretazione di una norma di legge), non potendo esserle riconosciuta alcuna efficacia normativa esterna, non può essere annoverata fra gli atti generali di imposizione in quanto esse non possono né contenere disposizioni derogative di norme di legge, né essere considerate alla stregua di norme regolamentari vere e proprie; inoltre, la sentenza prevede che la circolare nemmeno vincola gli uffici gerarchicamente sottordinati, ai quali non è vietato di disattenderla, senza che per questo il provvedimento concreto adottato dall'ufficio possa essere ritenuto illegittimo "per violazione della circolare": infatti, se la interpretazione contenuta nella circolare è errata, l'atto emanato sarà legittimo perchè conforme alla legge, se, invece, la (interpretazione contenuta nella) circolare è corretta, l'atto emanato sarà illegittimo per violazione di legge;
- il contratto nazionale di lavoro non prevede alcun obbligo di questo tipo né tra gli obblighi di servizio né nella funzione docente;
- il Dirigente scolastico non ha alcuna facoltà/potere di aderire alle prove Invalsi poiché tale decisione è nella esclusiva competenza del Collegio dei Docenti e nella disponibilità delle/dei singoli insegnanti di classe, i quali possono decidere di aderire o meno;
- il Dirigente Scolastico deve, invece, esercitare i propri poteri (tra i quali non rientra l’adesione ad attività di valutazione senza il voto favorevole del Collegio) nel rispetto delle competenze degli Organi Collegiali (comma 2, art 25 del D.L.vo n° 165/2001);
- nel merito, le prove Invalsi rispondono ad un obiettivo di standardizzazione degli insegnamenti; sono uno strumento per la valutazione e la differenziazione degli insegnanti e delle scuole; non valutano adeguatamente le capacità di analisi, sintesi ed elaborazione critica;

delibera la NON ADESIONE alla rilevazione degli apprendimenti INVALSI per l’anno scolastico 2010/2011.

giovedì 10 marzo 2011

Prorogati i termini per i ricorsi dal decreto Milleproroghe

Il decreto Milleproroghe, Legge numero 10 del 26 febbraio 2011, prolunga i termini per il ricorso contro il licenziamento dei contratti a tempo determinato. Il termine del 24 gennaio è posticipato al 31 dicembre 2011. L'articolo 2, comma 54, è infatti intervenuto sull'articolo 32 della Legge 183/2010, il “collegato lavoro”, che ha introdotto un doppio regime di decadenza per l'impugnazione dei licenziamenti (60 + 270 gg.), aggiungendo un nuovo comma, l’1-bis:
In sede di prima applicazione, le disposizioni di cui all’articolo 6, primo comma, della Legge 15 luglio 1966, n. 604, come modificato dal comma 1 del presente articolo, relative al termine di sessanta giorni per l’impugnazione del licenziamento, acquistano efficacia a decorrere dal 31 dicembre 2011.
L'attuale norma che prolunga il termine fino al 31 gennaio non contiene tuttavia alcuna disposizione retroattiva per i licenziamenti antecedenti al novembre 2010, fatto, questo, che sta creando problemi e dubbi circa la corretta interpretazione del decreto.

Art. 32. (Decadenze e disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo determinato)
Il licenziamento deve essere impugnato a pena di decadenza entro sessanta giorni dalla ricezione della sua comunicazione in forma scritta, ovvero dalla comunicazione, anch'essa in forma scritta, dei motivi, ove non contestuale, con qualsiasi atto scritto, anche extragiudiziale, idoneo a rendere nota la volontà del lavoratore anche attraverso l'intervento dell'organizzazione sindacale diretto ad impugnare il licenziamento stesso.
L'impugnazione e' inefficace se non è seguita, entro il successivo termine di duecentosettanta giorni, dal deposito del ricorso nella cancelleria del tribunale in funzione di giudice del lavoro o dalla comunicazione alla controparte della richiesta di tentativo di conciliazione o arbitrato, ferma restando la possibilità di produrre nuovi documenti formatisi dopo il deposito del ricorso. Qualora la conciliazione o l'arbitrato richiesti siano rifiutati o non sia raggiunto l'accordo necessario al relativo espletamento, il ricorso al giudice deve essere depositato a pena di decadenza entro sessanta giorni dal rifiuto o dal mancato accordo.
1-bis. In sede di prima applicazione, le disposizioni di cui all’articolo 6, primo comma, della Legge 15 luglio 1966, n. 604, come modificato dal comma 1 del presente articolo, relative al termine di sessanta giorni per l’impugnazione del licenziamento, acquistano efficacia a decorrere dal 31 dicembre 2011.

venerdì 4 marzo 2011

Prometheus n.° 5

Uscito l'ultimo numero di Prometheus. Potete scaricare la rivista da questo blog o direttamente al link: http://www.4shared.com/document/wfPQ7ybh/Prometheus_5.html
Vi ricordiamo che è nato il gruppo-abbonamento
google_prometheus@googlegropus.com. Per iscrivervi, mandate una mail a mailto.prometheus@gmail.com
Di seguito, proponiamo l'editoriale del nuovo numero.

Il ricatto padronale: lavoro contro diritti
Oltre cento sono le scuole di ogni ordine e grado che a Milano e provincia hanno rifiutato di sperimentare il merito, quasi novanta quelle cagliaritane. Si contano sulle dita, invece, gli istituti aderenti, talora senza la preventiva approvazione del Collegio Docenti. Un nuovo, pesante fallimento del MIUR, dopo la BOCCIATURA del progetto di sperimentazione avvenuta a Torino e a Napoli, al quale il Ministero non poteva rispondere che con un Decreto Ministeriale, secondo una prassi ormai inveterata dell’attuale governo. Stando alle indiscrezioni dei mezzi di stampa, il DM sarebbe stato presentato lo scorso 31 gennaio a Cgil, Cisl, Uil, i quali, però, hanno negato di averlo ricevuto. Mentre è di poche settimane fa la firma del Decreto attuativo della legge Brunetta sulla Pubblica Amministrazione da parte dei sindacati gialli Cisl e Uil. E proprio dal DL/150 del 27 ottobre 2009, convertito in legge il 4 marzo 2009, si deve partire per comprendere il disegno economico e politico celato dietro la CROCIATA IDEOLOGICA di Brunetta e Gelmini su merito e valutazione. Campagna questa non nuova, lo ribadiamo, giacché nel ’99 il cosiddetto CONCORSONE costò la poltrona del ministero di Viale Trastevere a Berlinguer. Non è infatti un caso che oggi, prima in Lombardia, poi durante la prima edizione del Forum per il rilancio dell’istruzione pubblica, il Partito Democratico dichiari di non voler lasciare la bandiera del merito nelle mani del centrodestra. Se dell’inapplicabilità dei metodi aziendali di valutazione della performance individuale a un contesto di produttività immateriale, sociale e socializzata come quello della scuola abbiamo già discusso su queste pagine, ci sembra oggi più che mai urgente riprendere il filo del discorso a partire dall’attacco ai diritti dei lavoratori, sferrato dal governo al comparto della scuola e da Marchionne agli operai dell’industria metalmeccanica, nel trittico silenzio-assenso-trasmissione dei sindacati padronali.Tra le finalità della legge Brunetta figurano l’incremento dell’EFFICIENZA del lavoro pubblico e il contrasto alla scarsa produttività e all’assenteismo. Singolare e significativo che a fare per primo tesoro, portandolo alle estreme conseguenze, dello zelo impiegato dal ministro della PA nello smascheramento di fannulloni e assenteisti sia stato il maggior guppo multinazionale italiano del più importante settore industriale nazionale, a Pomigliano d’Arco prima, a Mirafiori poi. L’accordo Fiat di POMIGLIANO interviene infatti sul CCNL del 2008 con modifiche peggiorative sui tempi di lavoro, orari e riposi, sulla malattia e sul diritto di sciopero, inasprendo il dispositivo disciplinare di controllo sul corpo dei lavoratori. Ma a questo progetto coercitivo, sintetizzabile nel RICATTO “lavoro in cambio di diritti”, proprio il MIUR ha indicato la via. Precisamente nel settembre 2009, in quel reazionario laboratorio sperimentale che è la Lombardia, quando Cgil, Cisl, Uil, Confsal e Snals firmarono con la Regione e con l’USR i PATTI TERRITORIALI, che obbligavano i precari della scuola rimasti disoccupati a siglare contratti di lavoro in deroga al CCNL, che prevedevano 36 ore lavorative settimanali retribuire come 18, senza malattie, né ferie pagate. Come dire che lo Stato indica all’impresa il PROTOTIPO su cui ristrutturare la contrattazione collettiva, il diritto del lavoro e le relazioni industriali. Anche in materia di CONTRATTAZIONE, infatti il MPAI ha innovato per primo, non solo sottraendo il salario accessorio dalla contrattazione collettiva, ma disciplinando direttamente per legge anche l’organizzazione del lavoro e degli uffici, il che equivale alla fine non solo del potere di contrattazione, ma perfino di concertazione.L’offensiva padronale si presenta dunque negli stessi termini in cui lo Stato si relaziona con una parte dei suoi operai sociali. Ma, mentre i lavoratori che a Mirafiori hanno votato contro nel referendum del gennaio scorso e una parte anche di coloro che hanno votato sì hanno la piena consapevolezza del ricatto a cui sono stati sottoposti, questa coscienza stenta ancora ad affermarsi tra i docenti. Se è vero che il progetto di sperimentazione è stato per ora rifiutato, troppo diffusa è ancora la sottovalutazione della gravità dei processi di ristrutturazione economica e giuridica in atto. Così, il BLOCCO degli SCATTI di anzianità del 2011 e 2012 per gli insegnanti di ruolo, che costerà loro in media 20mila Euro, è sinora scivolato su un mare di rassegnazione o di disinteresse. Come biasimare del resto il docente medio, se il segretario della Flc Cgil - cui ha delegato, sembrerebbe, anche la capacità di ragionare e la possibilità di reagire - ha a tal proposito recentemente affermato che la sua associazione professionale vigilerà sull’economia di spesa per consentire il recupero degli scatti? Sposata la stessa logica padronale di divisione dei lavoratori, il segretario della Flc vigilerà insomma sul MIUR, affinché esegua con solerzia le direttive di taglio delle spese indicate dal MEF, ossia 132mila posti di lavoro in meno, per sempre, in tre anni: "DIVIDE ET IMPERA".

domenica 27 febbraio 2011

Prometheus n.° 5

In uscita il nuovo numero di Prometheus.
Questi i temi:

Il ricatto padronale: lavoro contro diritti Quando lo Stato indica all'impresa il prototipo su cui ristrutturare la contrattazione collettiva e il diritto del lavoro.

La guerra dei precari. Divisi si perde! La nostra posizione sulla questione del precariato nella scuola pubblica. Solo dalla consapevolezza della disparità di trattamento dei lavoratori precari della scuola e dello sfruttamento a cui sono da sempre sottoposti dallo Stato, questi potranno vincere ogni tentazione individualistica e microcorporativa.

Da oggi Prometheus ha anche una ml, una sorta di abbonamento per gli affezionati della rivista. Se vuoi riceverla ogni mese, scrivici a mailto.prometheus@gmail.com prometheus_google@googlegroup.com

domenica 6 febbraio 2011

C'è chi dice no!

Pubblichiamo l'elenco aggiornato delle scuole di Milano e provincia che hanno bocciato il progetto di sperimentazione del merito.

  1. CD Bergognone - Foppette di Milano
  2. IP Bernocchi di Legnano
  3. I Circolo di Abbiategrasso
  4. IC Thouar Gonzaga di Milano
  5. IC Montessori di S. Giuliano Milanese
  6. I Circolo di Buccinasco
  7. LS Vico di Corsico
  8. IC Copernico di Corsico
  9. CD Battisti di Milano
  10. IC Pezzani di Milano
  11. IC Madre Teresa di Calcutta di Milano
  12. IIS Besta di Milano
  13. IIS Schiaparelli - Gramsci di Milano
  14. IIS Allende - Custodi di Milano
  15. ITIS Feltrinelli di Milano
  16. SM Luini - Falcone di Rozzano
  17. I Circolo di Senago
  18. IIS Pareto di Milano
  19. LS Majorana di Rho
  20. ITIS Curie di Milano
  21. SM Buzzati di Milano
  22. ITT Varalli di Milano
  23. LS Cavalleri di Parabiago
  24. ITIS Righi di Corsico
  25. ITIS Conti di Milano
  26. IC Fermi di S. Giuliano Milanese
  27. II Circolo di Senago
  28. ITC Verri di Milano
  29. LS Bottoni di Milano
  30. IC Tommaso Grossi di Milano
  31. LC Manzoni di Milano
  32. SM Carducci - Correnti di Abbiategrasso
  33. IIS Marelli - Dudovich di Milano
  34. IIS Moreschi di Milano
  35. SM via Tiziano di Buccinasco
  36. IC Don Orione di Milano
  37. IIS Ferraris - Pacinotti di Milano
  38. IC De Andrè di Rho
  39. IC Barozzi di Milano
  40. IC Morosini - Manara di Milano
  41. IC Garibaldi di Cinisello B.
  42. LA Boccioni di Milano
  43. IIS Gadda di Paderno
  44. II Circolo di Cernusco S/N
  45. IC Paolo e Larissa Pini di Milano
  46. IC Cuoco Sassi di Milano
  47. IC Pinin Carpi di Milano
  48. SM Carlo Porta di Milano
  49. IC Lorenzini Feltre di Milano
  50. ITIS Torricelli di Milano
  51. III Circolo di Pioltello
  52. IC via Russo di Milano
  53. IC Rodari di Vermezzo
  54. IC Perlasca di Bareggio
  55. IIS Severi - Correnti di Milano
  56. I Circolo di Pioltello
  57. IC Manzoni di Legnano
  58. LS Vittorini di Milano
  59. SM Maffucci - Pavoni di Milano
  60. ITCG Maggiolini di Parabiago
  61. IC Rovani di Sesto S.G.
  62. IPSAR Carlo Porta di Milano
  63. IC Rinnovata Pizzigoni di Milano
  64. IC via Brodolini di Novate Milanese
  65. SM Mattei - Di Vittorio di Pioltello
  66. LS Falcone e Borsellino di Arese
  67. II Circolo di Garbagnate Milanese
  68. IC Pisacane Poerio di Milano
  69. IC Faipò di Gessate
  70. IC Cardarelli - Massaua di Milano
  71. IC Filzi di Milano
  72. IC Stoppani di Milano
  73. SM Arcadia Pertini di Milano
  74. IIS Natta di Milano
  75. ITSOS Steiner di Milano
  76. ITIS Giorgi di Milano
  77. LC Berchet di Milano
  78. LA Caravaggio di Milano
  79. IC Sottocorno di Milano
  80. ITIS Galilei di Milano
  81. IIS Calvino di Rozzano
  82. IC Borsi di Milano
  83. IIS Benini di Melegnano
  84. CD Bottego di Milano
  85. IIS Cremona - Zappa di Milano
  86. IC 5 Giornate di Milano
  87. SM Curiel - Muratori di Cornaredo
  88. ITT Pasolini di Milano
  89. I.C. Buscaglia di Cinisello B.
  90. ITIS Mattei di S. Donato milanese
  91. IC Quasimodo di Milano
  92. IC di Vimodrone
  93. III Circolo di Rozzano
  94. IC Francesco d'Assisi
  95. IC A. Frank di Sesto S.G.
  96. LS Galilei di Legnano
  97. ITIS Cartesio di Cinisello B.
  98. IC Fermi di Cusano Milanino
  99. IC Ilaria Alpi di Milano
  100. IC Don MIlani di Locate di Triulzi
  101. IP Bertarelli di Milano
  102. CD A. Frank di Binasco
  103. IC via delle betulle di Pieve E.
  104. IIS Dell'Acqua di Legnano
  105. IC Casa del sole di Milano
  106. IC Primo Levi di Milano
  107. LS Primo Levi di San Donato milanese
  108. IC Diaz di Milano
  109. IIS Kandinsky di Milano
  110. IC Q. Di Vona T. Speri di Milano
  111. SM Moscati - Mameli di Milano
  112. II Circolo di Rho
  113. IC Pertini di Milano
  114. DD Marie Curie di Milano
  115. IC Martiri della Libertà di Sesto S.G.
  116. I.C.S. "Milano - Spiga" di Milano
  117. LA di Brera di Milano
  118. IC via Trilussa di Milano
  119. IIS Alessandrini di Abbiategrasso
  120. SM Rinascita di Milano
  121. II Circolo di Abbiategrasso

sabato 29 gennaio 2011

A Milano le scuole bocciano il merito

55 le scuole che a Milano e provincia hanno sinora bocciato la sperimentazione sul merito

CD Bergognone - Foppette di Milano
IP Bernocchi di Legnano
I Circolo di Abbiategrasso
IC Thouar Gonzaga di Milano
IC Montessori di S. Giuliano Milanese
I Circolo di Buccinasco
LS Vico di Corsico
IC Copernico di Corsico
CD Battisti di Milano
IC Pezzani di Milano
IC Madre Teresa di Calcutta di Milano
IIS Besta di Milano
IIS Schiaparelli - Gramsci di Milano
IIS Allende - Custodi di Milano
ITIS Feltrinelli di Milano
SM Luini - Falcone di Rozzano
I Circolo di Senago
IIS Pareto di Milano
LS Majorana di Rho
ITIS Curie di Milano
SM Buzzati di Milano
ITT Varalli di Milano
LS Cavalleri di Parabiago
ITIS Righi di Corsico
ITIS Conti di Milano
IC Fermi di S. Giuliano Milanese
II Circolo di Senago
ITC Verri di Milano
LS Bottoni di Milano
IC Tommaso Grossi di Milano
LC Manzoni di Milano
SM Carducci - Correnti di Abbiategrasso
IIS Marelli - Dudovich di Milano
IIS Moreschi di Milano
SM via Tiziano di Buccinasco
IC Don Orione di Milano
IIS Ferraris - Pacinotti di Milano
IC De Andrè di Rho
IC Barozzi di Milano
IC Morosini - Manara di Milano
IC Garibaldi di Cinisello B.
LA Boccioni di Milano
IIS Gadda di Paderno
II Circolo di Cernusco S/N
IC Paolo e Larissa Pini di Milano
IC Cuoco Sassi di Milano
IC Pinin Carpi di Milano
SM Carlo Porta di Milano
IC Lorenzini Feltre di Milano
ITIS Torricelli di Milano
III Circolo di Pioltello
IC via Russo di Milano
IC Rodari di Vermezzo
IC Perlasca di Bareggio
IIS Severi-Correnti di Milano

lunedì 24 gennaio 2011

Assemblea pubblica dei sindacati di base verso lo sciopero del 28

Segnaliamo questo appuntamento importante, dopo l'assemblea territoriale dei Cobas della scuola di giovedì scorso e l'incontro "Uniti contro la crisi" di sabato, a San Giulian Milanese, cui abbiamo partecipato come precari della scuola. Costruiamo lo sciopero del 28, affinchè sia l'inizio di una nuova stagione di mobilitazione dei lavoratori dei diversi comparti. Diamo anche noi docenti, come "operai della conoscenza", un segnale forte e chiaro all'attacco padronale di Marchionne e Governo, ricordando come proprio la scuola statale sia stata il laboratorio di coltura del ricatto "lavoro in cambio dei diritti", con i patti territoriali siglati nel settembre 2009 dai sindacati gialli Cisl, Uil e dalla Cgil lombarda. Anche oggi, dopo il clamoroso fallimento del governo con le scuole di Torino e di Napoli, Milano è chiamata in causa come laboratorio di sperimentazione della valutazione del merito dei docenti, come già accadde due anni fa per la cosiddetta riforma dell'istruzione secondaria di secondo grado. Come Prometheus abbiamo svelato da tempo la mistificatoria ideologia del merito del governo e del maggior partito di opposizione, entrambi fautori della scuola-azienda dell'autonomia. Rifiutiamo allora la divisione e la gerarchizzazione dei docenti in base al premio di produzione, l'applicazione della forma classica del salario al pezzo nella scuola, rivendichiamo salari decenti, sosteniamo la collegialità e la socializzazione delle prassi virtuose all'interno delle istituzioni scolastiche, contro le logiche privatistiche e competitive della scuola-azienda. Bocciamo la sperimentazione a Milano!

Domani, 25 gennaio, ore 18.00, presso il Liceo Ginnasio Statale "Giosuè Carducci" di Milano, in Via Beroldo (V.le Marche-P.zzale Loreto):
assemblea indetta dal sindacalismo di base per lo sciopero nazionale del 28 gennaio.
Venerdì, 28 gennaio, ore 9.00, appuntamento in P.ta Venezia con lo spezzone dei lavoratori uniti contro la crisi e la confederazione Cobas.